Andrea Milan · 27/10/2026

Dimensionare un pallettizzatore: i tre errori che vedo in campo

La scena è sempre la stessa. Arrivo in un fine linea dove il pallettizzatore "a catalogo" doveva fare 900 colli l'ora e ne fa 640, e il responsabile di produzione mi guarda come se la colpa fosse della macchina. Poi apriamo il layout e il problema è lì, in bella vista: la macchina i suoi cicli li farebbe anche, ma intorno non c'è lo spazio per lavorare.

Il primo errore che vedo è l'area calcolata sulla sagoma statica. Un pallettizzatore cartesiano non occupa solo l'impronta a terra: occupa l'inviluppo dinamico, cioè tutto lo spazio che la testa di presa attraversa con il collo peggiore, quello più alto e più sporgente. Se tra il fine corsa e la colonna dell'impianto passano 40 centimetri scarsi, la macchina rallenta in avvicinamento per non rischiare, e quei rallentamenti, sommati turno dopo turno, sono esattamente i colli che mancano all'appello.

Il secondo errore è fidarsi dei cicli nominali. Il ciclo dichiarato dal costruttore si misura a vuoto o con il collo ideale, presa singola e percorso breve. Nel mondo reale conti la presa multipla che non sempre si può fare, il film estensibile che cede di qualche millimetro, il pallet non perfettamente in tolleranza. La mia regola pratica: dal nominale togli un 15-20% prima ancora di iniziare a ragionare, e poi verifica con i colli veri, non con la scatola campione.

Il terzo errore riguarda le portate lette al contrario. Non conta il peso medio del collo, conta la combinazione peggiore tra peso, baricentro spostato e accelerazione richiesta dal ciclo. Ho visto testate dimensionate sul collo da 12 chili medi che poi dovevano muoverne uno da 18, sbilanciato, alla stessa velocità: la struttura fletteva di millimetri e la precisione di deposito andava a farsi benedire.

Per questo, quando mi chiedono da dove si comincia, rispondo sempre: dall'inviluppo, dai cicli reali e dal collo peggiore. Il resto viene dopo. Ho messo in fila il metodo completo, con le misure da prendere in reparto prima ancora di parlare di modelli, nella guida al dimensionamento del pallettizzatore che ho pubblicato la settimana scorsa: area di lavoro, portate e cicli trattati nell'ordine in cui li affronto io in campo.

Un'ultima cosa, banale ma decisiva: lo standard del pallet. Se in magazzino girano sia EUR/EPAL sia pallet a perdere di misure diverse, va detto subito, perché cambia la corsa utile e il riferimento di deposito. La scheda dello standard EUR/EPAL è un buon ripasso per chi deve ancora fissare le misure di partenza.